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Quattro anni con Olivetti

Introduzione


Adriano Olivetti (1901-1960) fu un grande industriale la cui mente era affollata di progetti. Intese l’azienda come centro di una comunità che saldasse uomini, lavoro e cultura e la sua principale aspirazione fu quella di sperimentare il connubio tra etica e produzione. Per giungervi fondò un modello industriale che al lavoro affiancò servizi socio-assistenziali e il varo di una rivista e di un movimento politico fregiati di un identico nome: “Comunità”. Il progetto olivettiano di comunità, proposto nell’immediato secondo dopoguerra, è un articolato intreccio di istanze nate per favorire la democrazia dal basso nell’epoca in cui il gigantismo delle metropoli cominciava ad operare lo sradicamento socioculturale di cui oggi siamo tutti testimoni. Ma l’esperienza di Olivetti ebbe anche un altro enorme merito: mirò a valorizzazione le competenze culturali dei tanti storici, sociologi, urbanisti ed esperti del design che trovarono nell’azienda una sorta di fucina in cui forgiare le proprie idee. Attorno a Olivetti crebbe in tal modo un’intera generazione di uomini che hanno poi caratterizzato il milieu culturale dell’Italia repubblicana; una generazione tutt’ora vivente e molto attiva.
L’impianto ideologico che sorreggeva il progetto olivettiano era quello di fondare una “terza via” tra liberalismo e socialismo di stato. Questa “terza via” mirava a conservare le linfe migliori dei modelli economici già sperimentati; a preservare dunque sia il liberalismo e sia il socialismo, coniugandoli in uno stampo aziendale al cui centro ci fosse l’uomo e che – lungi da essere isolato – si collocasse nel più vasto paesaggio del mondo. Olivetti dimostrò che il capitalismo non è “cattivo” in sé, ma possiede potenzialità innovative che possono essere efficacemente saggiate: il capitalismo è “cieco” e deve essere incanalato in una direzione accettabile. L’ideazione di quel tragitto e la sua attuazione pratica sono movimenti di squisita natura “politica”, e l’idea olivettiana fu idea politica nel senso pieno del termine: rivolta cioè alla “polis”, alla “comunità” cui egli intendeva fornire un centro forte: l’azienda.
La sua fu un’utopia olistica, che cioè intese abbracciare ogni aspetto dell’esistenza: la vita del lavoratore, la sua cultura, il suo benessere. Utopia che tuttavia funzionò per un breve tratto di storia – e che ancora possiede elementi di efficacia, come dimostrano alcuni esperimenti di applicazione del modello all’impresa, come ad esempio la recente notizia che la Fiat ha deciso di responsabilizzarsi su alcune esigenze sociali dei propri dipendenti (dall’asilo nido per i bambini a concessioni finanziarie extracontrattuali).
La selvaggia situazione odierna del libero mercato e della “società aperta”, l’affidamento dell’economia alle mani di gruppi ristretti di potere finanziario, obbliga a riconsiderare con attenzione i tentativi di applicare la solidarietà alla produzione, i modelli in cui si è sperimentato l’abbinamento tra etica e lavoro. Questo abbinamento è stato oggetto negli anni sessanta e settanta di un vero disprezzo intellettuale, germogliato dalla convinzione che “i padroni sono cattivi per definizione”, che ogni azione di natura sociale altro non poteva essere che paternalismo padronale e nell’esaltazione – tipica di quegli anni – della dimensione conflittuale e antagonista della vita aziendale.
L’aria è molto cambiata negli ultimi anni, non solo per la stanchezza della cultura conflittuale, anche per una mutata concezione delle strategie aziendali, che cominciano a recuperare l’etica come fattore di coesione. Questa rinnovata propensione al sociale si è già materializzata per molte aziende nel rispetto della “responsabilità sociale dell’impresa” e nella redazione di “bilanci sociali”. Ora, se anche questi interventi possono sembrare “modalità d’immagine”, appartengono invece a una tendenza alquanto concreta: la singola azienda scopre di appartenere a una comunità, verso cui ha doveri e responsabilità, scopre di possedere un’identità che ha valore squisitamente collettivo. E questo spirito di identità collettiva, nel momento in cui inizia a soddisfare e governare bisogni materiali di base, si modifica da valore immateriale a valore reale.
All’origine di questo duplice impulso immateriale e materiale si colloca in Italia la figura di Adriano Olivetti, che abbiamo pertanto voluto rivisitare a Imola, per far conoscere come un’ideale è riuscito storicamente ad assumere la forma di un singolare modello di industria. Abbiamo voluto indicare quanto il progetto di Olivetti – in una città dal forte sviluppo cooperativo – possieda una dimensione attuale e possa efficacemente proiettarsi sul futuro, e ciò in un’epoca in cui, in parallelo alla rapida crescita, scorre il benefico flusso della critica ai modelli di organizzazione economica e culturale. Olivetti reclama insomma, più che una perenne commemorazione delle sue idee e dei suoi “sogni”, un’opera di confronto con alcuni modelli economici nelle cui radici scorre anche linfa olivettiana.
La serie di manifestazioni organizzate a Imola attorno a Olivetti ha coperto un arco di quattro anni (2004-2007), nei quali abbiamo voluto studiare gli aspetti principali dell’operato di Olivetti: la proiezione attuale dell’utopia di Adriano Olivetti nel bilancio sociale di una grande azienda cooperativa locale; la biografia e l’umanità dell’uomo; i rapporti col federalismo europeo di Altiero Spinelli; i fecondi risultati della sua etica d’impresa ed etica del lavoro; la forma stessa del lavoro nell’azienda di Ivrea; il pensiero urbanistico, mirato alla edificazione della “città dell’uomo”.
E “Città dell’uomo” abbiamo voluto chiamare una piccola alleanza di passioni e idee che, sorta a Imola alcuni anni fa, ha fatto di questa città lo scenario di una riscoperta che giudichiamo terreno fertile di idee, principi, obiettivi.


Antonio Castronuovo
Mauro Casadio Farolfi

Recent News


EVENTI 2008


Quattro anni con Olivetti

Introduzione | Indice del libro



Testimonianze e riflessioni su Adriano Olivetti nei convegni promossi a Imola dall’Associazione “Città dell’Uomo” (2004-2007)


EVENTI 2007


Adriano Olivetti e l'Urbanistica
martedì 22 maggio ore 18.00
Imola
Sala Circolo Sersanti
Piazza Matteotti, 8

Saluti
Sergio Santi Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Mauro Casadio Farolfi Associazione Città dell’Uomo

Testimonianze
Fabrizio Castellari
Architetto, Vice Sindaco di Imola

Matteo Olivetti
Architetto, consulente scientifico Fondazione Adriano Olivetti, Roma

Giuseppe Campos Venuti
Presidente Onorario INU- Istituto Nazionale Urbanistica

Coordina
Antonio Castronuovo Associazione Città dell'Uomo, Imola


EVENTI 2006


Uomini e lavoro alla Olivetti
venerdì 27 ottobre ore 17
Imola
Sala convegni
Camera di Commercio
Viale Rivalta, 6

“Uomini e lavoro alla Olivetti” descrive le vicende e i protagonisti di una grande impresa multinazionale italiana, la Olivetti, nelle sue trasformazioni di prodotti, mercati, strategie e strutture,
ma anche negli avvicendamenti di proprietà e controllo, nello stile della direzione,
delle relazioni industriali e delle culture aziendali.
Olivetti è stata infatti un’impresa che nel corso del Novecento s’è inserita nei mercati internazionali
e ha mutato molte pelli: dalla meccanica di precisione (sua connotazione originaria fin dalla fondazione
nel 1908) all’elettromeccanica tra gli anni Quaranta e Sessanta; dall’elettronica all’informatica
tra gli anni Sessanta e Settanta; dalla tecnologia dell’informazione a quella delle telecomunicazioni
tra gli anni Ottanta e Novanta.
Il libro si colloca però in una cornice che oltrepassa la sola vicenda aziendale, mediante cui è infatti
possibile leggere sia il passaggio dell’impresa dalla forma funzionale e unitaria alla forma divisionale,
sia il passaggio del capitalismo globale dalla forma tecnocratica alla forma proprietaria.

Saluti
Marco Pancaldi Vice Presidente Camera di Commercio di Bologna
Fabrizia Fiumi Assessore Attività Produttive Comune di Imola
Sergio Santi Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Mauro Casadio Farolfi Associazione Città dell’Uomo

Interventi
on. Gian Luca Galletti Parlamentare Gruppo UDC,
Componente 6a Commissione Finanze Camera dei Deputati


Flavio Delbono Vice Presidente Regione Emilia Romagna,
Assessore alle Finanze e Europa


Relatore
Francesco Novara coautore del libro “Uomini e lavoro alla
Olivetti” già responsabile del Centro di Psicologia della Olivetti,     
Docente di psicologia del Lavoro presso le Università di Torino

e Milano

Coordina
Giuseppe Sangiorgi Direttore Responsabile mensile Econerre


EVENTI 2005


Convegno Europa e Federalismo:
Il federalismo di Adriano Olivetti nel dialogo con Campagnolo, Einaudi, Spinelli e Rossi (autunno ,42 - aprile ,45)
sabato 15 ottobre ore 17
Imola
Piazza Matteotti
Centro Polivalente Gianni Isola
Fondazione Cassa di Risparmio

La riflessione federalista di Adriano Olivetti si manifestò compiutamente nel 1945 con L'ordine politico delle Comunità, un progetto di riforma costituzionale che si stagliò sulle altre proposte di riorganizzazione autonomista e federalista dello Stato italiano avanzate negli stessi anni. Tale pensiero maturò attraverso il fecondo dialogo che Olivetti condusse soprattutto con Umberto Campagnolo, futuro primo segretario del Movimento Federalista Europeo, Luigi Einaudi, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. L'evoluzione di questa riflessione politica emerge dal volume Stato Federale delle Comunità. La riforma politica e sociale negli scritti inediti (1942-1945), che Davide Cadeddu ha pubblicato presso l'editore FrancoAngeli di Milano.

Saluti
Sergio Santi Presidente Fondazione
Cassa di Risparmio di Imola

Mario Barnabè Presidente Movimento Federalista
Europeo, Imola


Relatori
Ettore Rotelli Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche
dell'Università di Bologna,
Direttore scientifico dell'ISAP

Edmondo Paolini Giornalista, biografo di Altiero Spinelli

Davide Cadeddu Dottore di ricerca in
"Società europea e vita internazionale"
dell'Università degli Studi di Milano

Coordina
Antonio Castronuovo Associazione Città dell'Uomo, Imola


Convegno Lavorare stanca?
Dalla nuova etica d'impresa alla nuova etica del lavoro
sabato 22 ottobre ore 17
Imola
Biblioteca Comunale
ex Chiesa S.Francesco

"Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva e non giovi a un nobile scopo. L'uomo primitivo era nudo sulla terra, tra i sassi, le foreste e gli acquitrini, senza utensili, senza macchine. Il lavoro solo ha trasformato il mondo e siamo alla vigilia di una trasformazione definitiva."
(Adriano Olivetti)

Saluti
Valter Galavotti Assessore alla Cultura, Comune di Imola
Sergio Santi Presidente Fondazione Cassa
di Risparmio di Imola


Relatori
Barbara Da Rin Coordinatrice Servizi Pubblici e Cultura Nomisma S.p.A.
- Il "fattore creatività" e la competitività d'impresa

Armando Marchi Direttore del “Barilla Laboratory for Food Culture”
- Perché oggi non si lavora volentieri

Francesco Novara già Responsabile del Centro Psicologia della Olivetti,
Docente di Psicologia del Lavoro
presso le Università di Torino e Milano

- Perché all'Olivetti si lavorava volentieri

Coordina
Mauro Casadio Farolfi Associazione Città dell'Uomo, Imola




EVENTI 2004


Il bilancio sociale Sacmi:
Come l’utopia di Adriano Olivetti può diventare realtà
Giovedì 4 novembre 2004, ore 18
Sala Convegni Sacmi
Imola, via Provinciale Selice, 17/A

Saluto:
Massimiliano Stagni Presidente del Circondario Imolese,
Sergio Santi Presidente Fondazione
Cassa di Risparmio


Interventi:
Domenico Olivieri Presidente Sacmi,
Adrian Celaia Segretario generale
della MCC/Mondragon Corporacion Cooperativa,
Chiara Ricciardelli Autrice del volume “Adriano Olivetti: un’utopia ancora da scrivere”,
Luciano Sita Presidente Granarolo e Presidente Impronta Etica,
Marisa Parmigiani SCSAzioninnova

Conclude:
Giuliano Poletti Presidente Nazionale Legacoop

Coordina:
Mauro Casadio Farolfi Associazione Città dell’Uomo

Adriano Olivetti:
L’uomo, il pensiero
Sabato 11 dicembre 2004, ore 17,30
Sala Conferenze Circolo Sersanti
Imola, piazza Matteotti

Saluto:
Sergio Santi Presidente Fondazione Cassa di Risparmio,
Valter Galavotti Assessore alla Cultura Comune di Imola,
Mauro Casadio Farolfi Associazione Città dell’Uomo.

Interventi:
Ettore Rotelli Direttore ISAO,
Franco Ferrarotti Scrittore, sociologo e docente universitario

Coordina:
Antonio Castronuovo Scrittore



Info@cittadelluomo.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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